sabato 21 aprile 2012

Il diavolo è il mio mestiere

Il padre domenicano al Master per Esorcisti



L'esorcista Francois Dermine: «Lo temo, ma non ho paura»

    «Io temo il diavolo perché è un'entità per natura superiore a noi, ma non ho paura». Francois Dermine, un padre domenicano di origini canadesi e residente a Bologna, è il presidente nazionale del gruppo di ricerca e informazione religiosa, ma ancor prima è uno degli esorcisti più noti in ambito internazionale.In questi giorni ha insegnato al Master per Esorcisti una lezione impressionante, dalla mattina alla sera in cattedra, con la calma che lo contraddistingue, è entrato nel particolare senza far pesare le otto ore di lezione.  Si concede alla mia penna di giornalista di "settore" e di "alunno esorcista" per cercare di raccontarci cosa significhi trovarsi faccia a faccia con il demonio e affrontare un argomento che affascina, spaccando l'uditorio tra scettici e credenti come del resto sempre accade in questi occasioni.Hollywood ci ha raccontato un mondo degli esorcismi tutto suo, ma non tutto è spettacolo. «Ci sono molte esagerazioni e bisogna guardarsi bene dall'eccessivo show, tuttavia ci sono innegabili elementi di verità». Le possessioni, per esempio, sono da sempre considerate la pietra angolare dell'esistenza del demonio.  «Sì, ma accadono assai raramente nei termini raccontati da certa letteratura. Diciamo che al 95% noi esorcisti ci occupiamo di aiutare persone che manifestano problemi fisici e psicologici circoscritti a qualche ambito particolare: poi possono capitare situazioni più delicate». Ce le descrive? «Nell'immaginario popolare spesso ci si riferisce a persone che parlano lingue mai conosciute oppure mutamenti profondi di personalità. Questo accade, ma più in generale capitano situazioni di persone che sono a conoscenza di nozioni o risposte che con il loro vissuto non possono avere. Tipico è anche l'assoluto rifiuto di qualsiasi oggetto, luogo o situazione che abbia attinenza con il sacro: ho incontrato personalmente posseduti che rifiutavano di bere da bottiglie che contenevano acqua benedetta a loro insaputa. Questi, in genere, sono i segnali più preoccupanti». Gli scettici, però, rispondono con il vasto mondo delle patologie psicologiche.  «Lo sappiamo perfettamente, non per nulla gli esorcisti hanno tutti nozioni approfondite nel campo della psicologia. Nonostante questo noi lavoriamo sempre in staff con alcuni medici specializzati che, con massimo rigore scientifico, cercano di determinare esattamente cosa possa essere ricondotto a malattia. Un altro fattore di cui teniamo sempre conto è la vita condotta dalle vittime: evidente che quando manca l'equilibrio psichico sia gioco forza muoversi con i piedi di piombo. Comunque ho affrontato possessioni anche in individui che non credevano affatto nell'esistenza del demonio». Come si inserisce in tutto questo il progressivo indebolimento della fede nella società moderna?  «È una concausa importante perché spesso comporta un aumento dell'attività di maghi, fattucchiere o in generale di contatti con l'occulto. Sono pratiche pericolose che possono portare a un indebolimento della persona». L'esorcismo, tuttavia, non è una cura semplice da trovare e somministrare.  «No, perché bisogna calibrarlo sui singoli casi. In genere, comunque, si tratta di un processo lungo di preghiera e cambiamento di abitudini sbagliate. Il classico rito di un'ora come nei film è rarissimo». Le possessioni, comunque, non sempre riguardano solo le persone.  «Molto spesso mi chiamano per fenomeni di infestazione di case. Odori sgradevoli senza origine, rumori improvvisi senza cause plausibili e inspiegabili deterioramenti dei materiali sono i segnali più comuni di questi fenomeni». Il Vaticano, intanto, segue con attenzione queste pratiche.  «La Chiesa in generale riconosce l'esistenza e l'azione del demonio e ogni comunità cristiana dovrebbe dotarsi di un esorcista. Questa decisione, poi, dipende dalle scelte delle autorità e dei singoli vescovi». In chiusura, padre Francois, ci racconti com'è trovarsi a faccia a faccia con il diavolo?  «Sono momenti in cui non si scherza, dove il timore va mantenuto, ma non ci si può abbandonare alla paura. Fede e preghiera sono sempre determinanti».  Padre Francois posso un'altra domanda? No ora basta fare il giornalista sei uno studente torna al banco, e sorridendo si risiede in cattedra.

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