mercoledì 5 ottobre 2011

L'uso meschino di una lettera


LA MISSIVA BCE, IL BALBETTIO ITALIANO

L'uso meschino di una lettera

Sarà pur vero che la Bce di lettere così ne scrive tante, ma leggere sul Corriere quella a noi indirizzata brucia come uno schiaffo in faccia. Non solo per il tono ultimativo («Le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese per decreto-legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di settembre»). Ma anche per il dettaglio della prescrizione. È molto raro vedere due banchieri centrali, sacerdoti del bene supremo della moneta e proprio per questo cariche non elettive e non politiche, dettare un vero e proprio programma legislativo al governo eletto di uno Stato sovrano. E subito dopo fare un'altra cosa molto irrituale: regalarci un po' di tempo comprando i nostri debiti.
La lettera è dunque un documento per molti versi storico, perché segna il punto più grave di una doppia anomalia: quella di un'Europa intergovernativa rimasta senza governo, che finisce per delegare alla Banca centrale compiti che sarebbero della politica, e quella di un'Italia ormai senza governo, che deve farsi imporre dall'esterno ciò che avrebbe dovuto fare da sé e per tempo.
L'esecutivo in carica ha due colpe. La prima è di aver tentato furbescamente di rinviare il pareggio di bilancio a dopo le elezioni, nel 2014, un tempo che i mercati hanno giudicato le calende greche e che li ha spinti a trattarci come i greci. Ma la seconda colpa, forse peggiore, è di aver fatto credere negli anni agli italiani che la sua azione aveva reso inutili tutte le prediche «mercatiste» e le riforme «liberiste». Perché avevamo ormai il sistema pensionistico più in equilibrio, il mercato del lavoro più flessibile, e i conti pubblici più virtuosi del continente.
Viene quasi da sperare che sia stata Roma, sull'orlo del baratro, a richiedere la lettera per disarmare l'opposizione in Parlamento e nel governo. Di certo, così è stata usata. Tremonti l'ha subìta a tal punto come un'esautorazione da dire, senza smentite, che Draghi è un «agente tedesco»; e che Grilli va dunque fatto Governatore non solo perché è di Milano, per la gioia di Bossi, ma anche perché avrebbe la forza di «fronteggiare gli euroburocrati», cioè la Bce.
Ma la pubblicazione della lettera sconfessa anche l'opposizione di sinistra, che pure ha inneggiato a Draghi. Ha ora davanti a sé un programma che per lei sarebbe anatema, con la Cgil in piazza e Vendola nel governo. Non solo il ministro Sacconi diceva il vero, quando giurava che le norme sul mercato del lavoro nella lettera della Bce c'erano eccome. Ma ve lo immaginate un governo Bersani che debba «ridurre lo stipendio ai dipendenti pubblici», «privatizzare su larga scala la fornitura di servizi locali», «rendere più rigorosi i criteri per le pensioni di anzianità», e «introdurre l'uso sistematico di indicatori di performance nel pubblico impiego, soprattutto nei sistemi giudiziario, sanitario e dell'istruzione», cioè nelle casematte della sinistra?
La politica italiana ha fatto un uso sbagliato e meschino di quella lettera. Dando la colpa all'Europa sono arrivate le tasse, ma non le riforme chieste dall'Europa. Ci siamo fatti commissariare senza nemmeno goderne i benefici. Il divario con i Bund tedeschi è pressappoco dov'era il giorno della lettera, e le previsioni di crescita sono oggi anche peggiori. Lo storico Carlo Cipolla avrebbe chiosato che recare danno agli altri (l'Europa) senza produrre vantaggi per sé (l'Italia) configura la terza e aurea legge della stupidità umana.

C'è poco da imparare dal "guru" Terzani


C'è poco da imparare dal "guru" Terzani






Tiziano Terzani, come si sa, è morto, e ai morti si deve sempre un certo rispetto, specie se hanno affrontato, con dignità, come fece lui, una fine brutta e dolorosa (morì di cancro). 
Eppure, qualcosa bisognerà pur dirla, visto che i suoi libri continuano a vendere, i suoi articoli vengono periodicamente ripubblicati su grandi giornali e i suoi fans ufficiali, sull’apposito sito, sono oltre 21 mila (molti più di quelli di Manzoni, che erano 25). 

Chi fu, allora, Terzani?
La foto che campeggia su alcuni suoi libri, lui vestito alla indiana, in atteggiamento di preghiera, è quella forse che lo ha reso più famoso. Sebbene essa basti a rendermelo un poco “antipatico”. Non perché abbia nulla contro gli indiani, ma perché questi europei che si lasciano ammaliare da una fede esotica, dopo aver, in un modo o nell’altro, apostatato dalla loro, mi sembrano soprattutto dei superficiali. Dei vagabondi. Delle persone poco serie. Come quelli che stanno lì su internet a fare i fans, a scambiarsi mail e a chattare su facebook,  mentre dovrebbero più coerentemente sedersi come Budda e come il loro eroe negli ultimi tempi, incrociare le braccia e fuggire i desideri. Riguardo a questi induisti o buddisti “all’amatriciana” dubiterei ancora di più se fossi un indù.  Mi chiedo, soprattutto, se sappiano cosa hanno rinnegato e cosa dicono di professare. 

Terzani dunque è stato, a mio giudizio, un simpatico fanfarone; una persona poco capace di leggere la realtà, ma non per questo minimamente capace di tenere a freno la penna e le idee, tanto schematiche e banali, quanto poco brillanti. “Lo scappare, scriveva alla fine della sua vita, è stato la mia natura”. Aggiungerei che il vagabondare, non solo per le strade del mondo, ma anche per ideologie e filosofie non comprese, è stata la conseguenza di questa natura. 

In cosa si sostanzia il pensiero di Terzani? Egli parte da un dato: il cristianesimo è un insieme di “balle”, di balle assurde, persino violente, pericolose (non è mai spiegato il perché). Per Terzani, che ne ignora completamente l’essenza, cristianesimo eguale Occidente, e poiché quest’ultimo è il male assoluto, inevitabilmente anche il cristianesimo è la religione dei cattivi. 
Chi sono gli Occidentali (immensa categoria da cui lui, ovviamente, si esclude)? Sono razzisti, nazisti, fascisti, colonialisti, consumisti…. Per questo Terzani, più o meno esplicitamente, ritenne di buttare a mare anche “la religione dell’Occidente”, il cristianesimo appunto, o meglio, vista la sua italianità, il cattolicesimo. Il problema è che Terzani ignorava, come fanno tuttora molti suoi fans, un fatto storicamente molto chiaro: e cioè che le peggiori aberrazioni dell’Occidente sono nate in opposizione al cattolicesimo, non in ossequio ad esso. 

Le crociate, per esempio, come è ben risaputo, non furono affatto un episodio di colonialismoante litteram, ma una guerra per liberare il Santo Seplocro, preso con la violenza dagli islamici arabi prima e turchi poi, e per difendere l’ancora libero impero d’Oriente dagli assalti altrui. Fu una guerra contro il colonialismo e l’imperialismo musulmano. Niente a che vedere con il colonialismo europeo successivo, quello vero, soprattutto ottocentesco, ad opera di governi europei non più cattolici, ma nazionalisti, assolutisti, figli della “laicitè” rivoluzionaria ed anticristiana. 

Anche il razzismo, prodotto della mentalità atea e positivista, non fu certo un portato del cristianesimo, ma, al contrario, ne fu una evidente negazione. Che poi si sia sviluppato negli Usa, in Germania e in Sudafrica, dimostra anche come esso sia sempre stato estraneo al pensiero cattolico (non però a quello, sempre piuttosto secolarizzato, protestante). 
Quanto al capitalismo feroce, l’idoleggiamento del dio denaro, che Terzani ergeva a suo nemico implacabile, non è imputabile, nella sua forma attuale, alla dottrina cattolica. Certamente il cristianesimo ha valorizzato il lavoro e la capacità imprenditoriale dell’uomo, ma a togliere l’anima ad una concezione così umana e benefica sono stati il calvinismo predestinazionista, ed il materialismo, di varia matrice. Anche il consumismo tipicamente occidentale, cui Terzani alludeva molto spesso, contrapponendolo alla povertà ed al distacco induista, sono figli soprattutto del nostro tempo, in cui, negato Dio, denaro, sesso e potere rimangono uniche possibilità per cercare di soddisfare le insaziabili brame umane. 

Terzani, dunque, non comprese mai che avrebbe potuto trovare proprio nella sua cultura, nella storia della sua stessa Firenze, ciò che finì per cercare altrove. Eppure non mancano, nei suoi libri, gli elogi, sperticati, alle Misericordie fiorentine, dove ricchi e  poveri si mescolavano e si toccavano, dimenticando ogni differenza di classe, come nel medioevo cristiano, in nome dello stesso Cristo e della stessa carità; non mancava di parlare dei missionari gesuiti, come di persone eccezionali, straordinarie (“grandi intellettuali che cercano di capire”), né di dipingere Madre Teresa, da lui personalmente conosciuta, come “un eroe che faceva miracoli”.
Chissà se  qualcuno dei suoi fans ha mai voluto andare a fondo di queste suggestioni? 
Purtroppo ho paura che i più amino un altro Terzani, cioè il classico intellettuale, il classico giornalista ottuso, degli anni che furono. 

Terzani sparlava dei capitalisti, ma lavorò per Olivetti e prese per anni i soldi dal banchiere Raffaele Mattioli: sempre così, i capitalisti, se pagano i “compagni”, diventano “illuminati”. Soprattutto fu disponibile, come tanti suoi coetanei, a farsi missionario intrepido, a lungo senza tentennamenti, senza dubbi, senza patemi, dei più disumani regimi dell’epoca. 
Fu, infatti, un convinto comunista, un ammiratore di Mao e, contemporaneamente - si pensi alla confusione mentale dei tempi - di Gandhi. 

Durante la guerra in Vietnam, il giornalista fiorentino, che fu uno dei pochi occidentali  a viverla da vicino, si schierò con entusiasmo e passione dalla parte dei vietcong. Come raccontava lui stesso, arrivò a piangere di gioia, il giorno della “liberazione” di Saigon, perché credeva davvero di assistere ad una “rivoluzione gentile, comprensiva, compassionevole”, alla nascita di un mondo nuovo, migliore, giusto, fondato sui dogmi di Marx e dei suoi epigoni. 

Nei suoi reportage divideva brutalmente buoni, i comunisti, e cattivi, gli altri, senza lasciare alcuna ombra, alcuna zona grigia. La luce contro le tenebre. La “dura, spartana, moralissima rivoluzione”, come scriverà ancora nel 2000, degli “eroi” e degli “idealisti”, contro i parassiti, gli approfittatori, i mostri malvagi. Terzani, mentre scriveva queste analisi puerili, si sentiva orgogliosamente un giornalista libero, contro il potere, dalla parte dei buoni. Contribuì così, la sua parte, al trionfo del comunismo in Vietnam e  della cultura comunista in Occidente, dove i suoi libri divennero persino testi scolastici. 

In tarda età, Terzani spiegò più volte di aver sbagliato, di aver visto male.  Ma spesso la sua ritrattazione era, ancora una volta, oltre che parziale, poco acuta: cercava, anche divenuto filo-induista, di scusare il comunismo come ideologia, pur riconoscendo che dovunque erano andati al potere, dalla Cina, al Vietnam, alla Cambogia, alla Russia, tutte zone da lui girate e conosciute, i rossi avevano generato odio, povertà, morte, persecuzione, ingiustizia. 
Non comprese mai, perché rifiutò di fare realmente in conti con la vita e l’esperienza, che il comunismo ateo è una ideologia “intrinsecamente perversa”, chiunque sia chiamato a realizzarla. Che non può essere, mai e poi mai, la ricetta umana per risollevare un paese, per risolvere una situazione, per ingiusta che sia. 

Anche una volta riconosciuta, contro voglia, la verità, Terzani rimase, come disse lui stesso, “ambivalente”. Nel suo “La fine è il mio inizio”, per esempio, parlò così dei comunisti cambogiani: “I khmer rossi volevano eliminare tutti quelli che venivano dalle città. Tu hai studiato? Fuori! Hai gli occhiali? Fuori! Mettevano tutti in fila e li facevano arrampicare su una palma di cocco. Se la sapevi scalare voleva dire che eri un contadino; se non la sapevi scalare, voleva dire che eri uno di città…allora ti ammazzavano nel tentativo di eliminare il germe del vecchio. Per la stessa ragione distruggevano le biblioteche buddiste, ammazzavano i bonzi. Per fare l’uomo nuovo bisognava ammazzare gli uomini vecchi”. Detto questo, Terzani aggiungeva: “Un progetto sacrilego, ma affascinante”. Così, parlando del maoismo, affermava: “mi sorprendeva proprio potesse esistere un sistema sotto il quale la gente sta così male, è così annoiata, non ha neanche più voglia di vivere. Un grigiume…polizia dappertutto…Tutto era segreto, tutto era vietato. I nostri compagni cinesi non potevano venire a casa nostra. C’era sempre un senso di paura, di essere ascoltati”. 

Detto questo, e siamo nel 2006, Terzani, incapace ancora a quella data di svincolarsi dalle illusioni di un tempo, affermava: “Però, dietro a quella follia maoista c’era una idea che purtroppo si è pervertita”. 
Ecco, non sparì mai del tutto dal suo cuore la nostalgia della rivoluzione catartica, distruttrice (di uomini, tradizioni, cose)  e, come per magia, ricreatrice. Non capì mai sino in fondo che è la rivoluzione in se stessa ad essere spietata e disumana. 

Nella prefazione del 2000 alla riedizione di “Pelle di leopardo”, i suoi scritti dal Vietnam,Terzani fu costretto, per non farci la figura del folle, a premettere che ciò che aveva scritto negli anni Settanta si era rivelato errato. Ma aggiungeva: “ “Allora ti eri sbagliato?”, mi si chiede spesso. Al fondo di questa domanda c’è una provocazione che merita risposta, e la risposta è sostanzialmente: “no””.

Poi la svolta. Il Viaggio in India. Lo stesso percorso di tanti ex comunisti. Lo stesso che sognano, forse, i suoi 21 mila fans. Dal materialismo ad una sorta di spiritualismo gnostico, che rifiuta integralmente la materia. Che condanna la lotta, l’azione, il desiderio, la vita stessa, persino l’amore. Ma nel Terzani degli ultimi anni, convertito alle religioni orientali, che predicava il distacco, che proclamava “Non ho più desideri”- rispondendo alla moglie che rivendicava inutilmente, da parte del marito, il permanere di un amore privilegiato per lei - si può ancora scorgere il permanere della stessa superficialità e  scarsa profondità del passato. 
Fare il comunistello, a 20 o 30 anni, con i soldi in tasca e la possibilità di vivere come si è scelto, viaggiando per “Der Spiegel”, “Repubblica” e “Corriere”, è piuttosto facile. Lo hanno fatto anche i Lerner e i Santoro, che adesso continuano a sognare la rivoluzione, ma con i miliardi in tasca. Vivere l’ascetismo orientale, così come esso è nella realtà, è però faccenda troppo drammaticamente più seria e difficile, soprattutto per un occidentale.  

Pagato mille dollari al mese dal banchiere Mattioli, Terzani giocava a fare il rivoluzionario. Poi, quando le illusioni si sgretolarono, ma mai del tutto, Terzani cambiò pagina, con la stessa leggerezza. Con la stessa superficialità con cui era stato convinto comunista, convinto maoista, convinto vietcong. Con la stessa superficialità con cui, in nome del disprezzo verso il materialismo occidentale, aveva sposato il materialismo marxista. 

Ecco, quindi, l’ultimo Terzani: filo-induista, piuttosto propenso alla rivalutazione dell’astrologia, della magia, combattuta ingiustamente, a suo dire, dal cristianesimo, nel sempre disprezzato Occidente.
Cosa fu la conversione alle filosofie orientali di Terzani? Un altro scappare, un altro vagabondare. Un altro innamoramento che sarebbe forse passato presto, se non fosse sopraggiunta la morte. Come si può conciliare, infatti, la soppressione del desiderio, della propria individualità, della propria identità, secondo le filosofie orientali, con la volontà, alla fine dell’esistenza, di raccontare, in un intero libro, al grande pubblico, la sua propria vita, le sue personali avventure, le sue idee? Cosa c’azzecca la noluntas orientale con il suo desiderio di lasciare, per testamento, un intero volume, non di filosofia, ma di vicende private e personali?
Mentre discorreva col figlio, per quello che sarebbe stato il suo ultimo libro (quindi cosciente di essere, almeno in parte, in posa), Terzani si lasciò andare, ancora una volta, a svariati elogi del comunismo, affermando ad esempio: “Ma secondo me, lo vuoi sapere, l’idea del socialismo sopravviverà a questo periodo egoista e capitalista. Perché come può una società di uomini non aspirare a un sistema di giustizia e di uguaglianza per tutti?”. 

Come può, mi chiedo io, un uomo che ha vissuto ciò che ha vissuto Terzani, avere ancora tanta “fede”? Come può un uomo, dopo l’abbaglio orientale, predicare davvero il culto delle antiche  tradizioni, l’importanza della magia, la spiritualità, l’assenza di desiderio, la fine delle passioni, e contemporaneamente sognare un nuovo mondo redento dalla religione atea che più di tutte ha voluto uccidere ogni forma di spiritualità e di tradizione,  e che è stata la passione più feroce, disumana, crudele, della storia dell’umanità? 

Comunista, come tanti, per noia; simil-induista all’amatriciana, come tanti europei, per sazietà, dopo aver fatto impazzire il suo desiderio dietro fantasmi di vario tipo, Terzani non può essere oggi, per nessuno, un maestro. Possono piacere certi suoi entusiasmi, certe sue curiosità, alcune sue descrizioni fresche e genuine, persino certa sua ingenuità, ma tutto il resto non è che vecchiume ideologico, da dimenticare per sempre. 

Forse, qualcosa da tenere, si trova in passi come questo: “Il passato ha avuto grandi momenti. Noi oggi lo chiamiamo medioevo, ma era uno dei momenti più interessanti della nostra civiltà. L’uomo aveva un rapporto con il divino molto forte. Poi la scienza ha preso il sopravvento e ha preso il posto della religione. E la scienza è bravissima, la scienza contribuisce enormemente a rendere la nostra vita più comoda. Piove e ci mette un tetto sopra la testa, abbiamo fame e ci dà da mangiare. Ma ci dà altro? Niente. Ci toglie il cielo, perché con la pretesa di essere tutto blocca ogni aspirazione”. 

Ecco, se i fans di Terzani guardassero un po’ meglio alle loro radici, al medioevo cristiano, non afferrerebbero il paradiso, che Terzani cercò invano nella Saigon comunista o nella Cina di Mao; neppure troverebbero l’invito orientale alla gnosi, a perdere ogni identità (magari in rete), a divenire nulla e nessuno, per vincere  e seppellire lo scoramento. 
Scoprirebbero però, come si diceva all’inizio, che la modernità - da lui tanto odiata, con qualche ragione, ma nel contempo anche abbracciata, senza avvedersene, tramite l’infatuazione per l’ideologia socialista -  non è la figlia, ma la nemica, della Cristianità; non è all’origine delle aberrazioni dell’Occidente, ma semmai delle sue ancora oggi sopravviventi, benché sempre più pallide, grandezze. 

Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette “sette”. Audizione del dott. Massimo Introvigne, direttore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) e Rappresentante dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per la lotta al razzismo, alla xenofobia, e all’intolleranza e discriminazione contro i cristiani e i seguaci di altre religioni


Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette “sette”. Audizione del dott. Massimo Introvigne, direttore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) e Rappresentante dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per la lotta al razzismo, alla xenofobia, e all’ intolleranza e discriminazione contro i cristiani e i seguaci di altre religioni


In Italia si discute da anni di progetti di legge per incriminare le “tecniche di condizionamento della personalità”, in pratica la manipolazione mentale o lavaggio del cervello, con un’aggravante se queste pratiche sono poste in essere da gruppi che “sfruttano la dipendenza psicologica o fisica” delle persone – cito le espressioni del DDL 569 – , le cosiddette “sette”. Non si tratta di un dibattito solo italiano. Una legge simile – per quanto raramente applicata – esiste in Francia, una norma in qualche modo analoga – quasi mai applicata – esiste nel codice penale spagnolo, e progetti di legge sono periodicamente proposti in diversi Paesi. Chi mi ha preceduto nel mio mandato all’OSCE, così come io stesso, ha spesso espresso preoccupazioni e perplessità per progetti di legge che nascono dal legittimo allarme sociale di fronte a crimini perpetrati da alcune delle cosiddette “sette” ma che rischiano di finire per introdurre norme da una parte inefficaci, dall’altra pericolose per la libertà religiosa. Preciso, peraltro, che all’audizione di oggi partecipo come esperto a titolo personale, e non esprimo opinioni o posizioni ufficiali collegate al mio mandato all’OSCE. Anche la maggior parte degli specialisti accademici di “sette” o nuovi movimenti religiosi è contraria a questi progetti di legge. Certamente esistono nel mondo accademico internazionale anche studiosi con posizioni diverse, ma sono un’esigua minoranza, anzi si contano sulle dita di una mano.
Si afferma che le “vittime” delle “sette”, più attendibili degli studiosi accademici, sarebbero invece favorevoli a queste proposte di legge, anzi le richiederebbero a gran voce. Ci sono però cinque motivi per essere scettici su questa tesi. (1) Le cosiddette “sette” funzionano come porte girevoli: molti entrano ma molti escono. Gli ex-membri di movimenti religiosi controversi sono milioni. Le centinaia o anche migliaia che protestano non costituiscono dunque un campione rappresentativo. Studi scientifici dimostrano che anche nei gruppi più discussi oltre l’85% degli ex-membri non assume una posizione militante ostile al movimento che ha lasciato, ma rifluisce semplicemente nella vita sociale ordinaria, riconoscendo quando è intervistato aspetti positivi e negativi della sua passata esperienza. (2) Il campione di coloro che protestano è auto-selezionato: sono solo loro, e non la grande maggioranza di ex-membri schierata su posizioni diverse, a farsi sentire, inviare E-mail, contattare parlamentari. (3) Peggio, il campione è selezionato da associazioni “anti-sette” che hanno una loro precisa agenda pregiudizialmente ostile ai gruppi da loro definiti “sette” in genere. (4) Nessuno si farebbe un’idea della Chiesa cattolica sentendo soltanto gli ex-preti che hanno lasciato il sacerdozio (o quella minoranza di ex-preti che protesta contro la Chiesa, perché anche in questo caso molti rifluiscono semplicemente nella vita sociale senza assumere atteggiamenti militanti), o di un parlamentare divorziato fidandosi solo dell’opinione della ex-moglie. (5) Anche nei casi – certamente esistenti – in cui le “vittime” riferiscono fedelmente abusi reali, non è detto che le loro opinioni su come contrastarli siano più autorevoli di quelli di esperti dotati delle necessarie competenze professionali. Una vittima del terrorismo merita certo simpatia, e può descrivere in modo fedele la sua sofferenza, ma non è necessariamente autorevole quando propone ricette anti-terrorismo.
Si deve essere molto chiari: nel mondo delle cosiddette “sette” ci sono abusi e violenze molto reali, dai maghi a pagamento che si rendono responsabili di gravi truffe a orrori come quelli delle Bestie di Satana. Questi orrori vanno denunciati senza minimalismo, senza tolleranza basata su un malinteso concetto di libertà religiosa, senza sconti. Ma in questi casi siamo in presenza di reati ovvi, già previsti e puniti dal codice penale: omicidi, violenze, truffe, circonvenzione. Infatti i tribunali hanno condannato i responsabili senza bisogno di una legge sulla manipolazione mentale. Anzi, sarebbe stato assai più difficile condannare le Bestie di Satana o questo o quel santone o mago televisivo truffatore con un’imputazione vaga di “condizionamento della personalità” che non per reati molto concreti e precisi come l’omicidio, la violenza carnale o la truffa. Che sia così lo prova l’esperienza straniera: ci sono più condanne di santoni, maghi e presunti “guru” colpevoli di reati comuni in Germania e Svizzera – dove non c’è una legge contro la manipolazione mentale, anzi commissioni nominate dai Parlamenti hanno raccomandato di non adottarla – che non in Francia e in Spagna, dove rispettivamente dal 2001 e dal 1994 sono state introdotte norme simili a quella che si propone di introdurre in Italia, ma le condanne sono state relativamente rare.
Se dunque l’esperienza straniera dimostra che queste leggi funzionano poco, perché – ci si chiederà – la parte maggioritaria della comunità accademica le critica affermando nello stesso tempo che sono pericolose per la libertà religiosa? Perché le leggi che creano reati vagamente definiti e su cui bravi avvocati e consulenti possono discutere all’infinito sono mine vaganti in balia del clima culturale dominante. Possono essere usate contro qualunque gruppo impopolare. Spesso sono forti con i deboli e deboli con i forti. In Spagna e in Francia sono state applicate contro gruppi piccolissimi e non in grado di permettersi grandi avvocati, mentre gruppi più pericolosi, ma anche più grandi e meglio difesi sono sfuggiti a ogni imputazione.
Per affrontare il tema in modo pacato, occorre decostruire la nozione ambigua di “setta”. La categoria di “setta” nasce nella sociologia delle religioni per identificare un gruppo religioso dove la maggioranza dei membri non è nata, ma vi ha aderito in età adulta. Secondo i sociologi che hanno usato per primi – fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento – questa nozione di “setta” il cristianesimo delle origini era una “setta”, che è poi diventata “Chiesa” dopo un paio di secoli. Come si vede, la nozione non comportava nessun giudizio di valore negativo. Oggi non è più così. “Setta” è nell’accezione comune un gruppo “pericoloso”. Ma la nozione è ambigua. Si può intendere come “setta pericolosa” un gruppo che commette reati previsti dal diritto comune (omicidi, truffe, violenze). Oppure si può dire che “setta” è chi diffonde idee e pratiche talmente assurde che soltanto tramite la “manipolazione mentale” qualcuno può davvero essere convinto all’adesione. Qui scatta il pericolo per la libertà religiosa, perché quali idee siano “assurde” può essere diversamente valutato a seconda dei pregiudizi ideologici di chi giudica.
Secondo il DDL, attraverso le tecniche di manipolazione mentale sarebbe possibile porre qualcuno in uno stato di “soggezione continuativa”. La prova di questo stato dovrebbe risiedere nel comportamento pregiudizievole a se stessa della persona soggiogata. Ma chi giudica questi comportamenti? Per un laicista, l’atto della suora dell’ordine della beata madre Teresa di Calcutta che rischia la vita per assistere un malato contagioso terminale in India, che morirà comunque, è assurdo, e prova che la suora è in stato di “soggezione continuativa” al suo ordine. E infatti non è mancata una letteratura che a suo tempo ha accusato Madre Teresa di praticare il “lavaggio del cervello”: come altrimenti avrebbe potuto convincere buone ragazze borghesi di New York o di Roma ad andare a pulire i malati terminali per le strade di Calcutta? In verità la distinzione fra “sette” e “religioni” (o fra religioni “vere” e “pseudoreligioni”) è del tutto soggettiva. La Chiesa cattolica è spesso accusata di essere “una setta” da gruppi protestanti fondamentalisti, e viceversa.
Naturalmente, non tutti nel mondo delle religioni sono Madre Teresa. Esistono anche profittatori, predatori economici e sessuali e veri e propri criminali. Per questo occorre una distinzione rigorosa, che va al cuore del tema della libertà di religione e di opinione. Se qualcuno truffa, ammazza o violenta le persone non può nascondersi dietro lo scudo della libertà religiosa per sfuggire alla puntuale applicazione delle leggi sulla truffa o sui diversi tipi di atti violenti. Queste leggi ci sono già. Chi vuole introdurre il reato di manipolazione mentale vuole colpire chi non truffa, violenta o uccide nessuno ma induce i suoi seguaci a credere a dottrine che i promotori della legge considerano tanto assurde da potere essere abbracciate solo a causa di un “lavaggio del cervello”. A queste dottrine – come altri fanno per altre che invece sono socialmente approvate – i seguaci doneranno importanti somme di denaro, gran parte del loro tempo o magari tutta la loro vita. Chi fino a ieri era un professionista o una studentessa da domani condurrà una vita monastica o missionaria in condizioni di grande disagio. Il problema è come decidere quali di queste scelte sono “assurde” – quindi spiegabili solo con il “lavaggio del cervello” – e quali invece “normali”. Molti sarebbero d’accordo con l’affermare che la scelta delle suore di Madre Teresa è accettabile e anzi sublime, e quella di chi va a vivere in India come missionario di un santone accusato di pedofilia è “assurda”. Ma non tutti. Madre Teresa, come si è visto, fu accusata di praticare il lavaggio del cervello, e il santone ha i suoi difensori che assicurano che è ingiustamente calunniato. Vogliamo veramente trasformare i giudici in teologi e fare decidere da loro quali dottrine sono “assurde” e quali “normali”?
Si dirà che il DDL non si occupa delle dottrine. Condanna solo le pratiche di condizionamento della personalità. Ma l’esperienza straniera dimostra che questo è vero solo in teoria. In pratica quali scelte siano “libere” e quali siano frutto di “tecniche di condizionamento della personalità” non può essere valutato a priori, ma solo a posteriori esaminando le scelte stesse. Se la scelta è giudicata accettabile da chi è chiamato a giudicare, si dirà che è libera; se è considerata inaccettabile, si dirà che deriva da un “condizionamento della personalità” perché nessuno liberamente accetterebbe certe idee o certe pratiche “assurde”.
La stragrande maggioranza degli studiosi accademici di nuovi movimenti religiosi nega che esista una nozione oggettiva di “lavaggio del cervello” o “tecnica di condizionamento della personalità”, che si possa definire prescindendo dalle dottrine. Il tema del “condizionamento” nasce storicamente da un problema che si poneva agli studiosi tedeschi, molti dei quali erano marxisti, al momento dell’ascesa di Adolf Hitler. Com’era possibile che non solo – come avrebbe previsto il loro marxismo un po’ rigido – i borghesi, ma anche molti “proletari”, diventassero nazisti? Utilizzando la nascente psicoanalisi, e combinandola con alcuni elementi della critica marxista della cultura, alcuni rispondevano che i “proletari” non diventavano nazisti liberamente, ma erano vittima di una manipolazione mentale da parte dei “pifferai magici” del nazismo. Dopo la guerra, e dopo che molti di questi studiosi tedeschi si erano trasferiti negli Stati Uniti, la stessa teoria fu applicata al comunismo. Il comunismo – si disse – è una dottrina talmente assurda che nessuno potrebbe abbracciarla liberamente; chi lo fa è vittima delle tecniche inventate in Russia e in Cina di “lavaggio del cervello”, un’espressione coniata nel 1950 dall’agente della CIA Edward Hunter (1902-1978). Verso la fine della Guerra fredda, il tema del “lavaggio del cervello” fu ripreso da psichiatri e psicologi ostili alla religione per attaccare il fervore religioso in genere: i primi attacchi furono portati contro i protestanti fondamentalisti e i cattolici dallo psichiatra laicista inglese William W. Sargant (1907-1988). Anche qui lo schema era lo stesso: nel mondo moderno certe idee religiose sono così “assurde” che l’adesione si spiega solo con il lavaggio del cervello. Più tardi, rendendosi conto che l’attacco alla religione in genere mirava a un bersaglio troppo grosso, fu soprattutto la controversa psicologa americana Margaret T. Singer (1921-2003) a restringerne l’applicazione alle “sette”. Ma rimaneva il ragionamento circolare: quali gruppi sono “sette”? Quelli che praticano il “lavaggio del cervello”. Come sappiamo che praticano il “lavaggio del cervello”? Perché sono “sette”, cioè le loro idee e pratiche sono così bizzarre da non essere spiegabili con un’adesione libera.
Per la verità delle teorie sulla manipolazione mentale ci sono due versioni. La versione rozza, quella che sosteneva la propaganda anticomunista della CIA negli anni 1950, non appartiene certamente al mondo della scienza. Oggi nessuno userebbe più, come invece faceva nel 1953 l’allora direttore della CIA Allen Welsh Dulles (1893-1969), l’esempio del fonografo: nel cervello c’è un disco e i comunisti hanno semplicemente imparato a toglierlo e a cambiarlo. La versione più sofisticata – legata a nomi come Robert Lifton o Edgar Schein – può essere diversamente apprezzata a seconda delle opinioni che ciascuno può avere sulle teorie psicoanalitiche da cui ampiamente deriva. In ogni caso, questa versione più sofisticata non usa più da decenni l’espressione “lavaggio del cervello” e non sostiene che il “condizionamento della personalità” funzioni in modo “magico” o automatico, né che possa essere “isolato” prescindendo dalle dottrine al cui servizio si pone. In breve, la versione più “rispettabile” della teoria del condizionamento non può essere usata per formulare leggi o definire reati. La legge deve essere per sua natura generale, e questa versione sostiene che ogni caso è particolare, e richiede un esame del contesto e delle dottrine. In realtà l’impianto ideologico che soggiace a tante proposte italiane, e sembra influenzare anche il DDL, è ancora quello ingenuo “della CIA” della manipolazione mentale. Ma questa è un’impostazione ideologica smentita da centinaia di studi empirici.
In conclusione, io non penso che la sentenza della Corte Costituzionale del 1981, abolendo il reato di plagio, abbia creato un vuoto legislativo che durerebbe da trent’anni. No: la sentenza del 1981 – basta leggerla – non ha criticato quella legislazione sul plagio invitando il Parlamento ad approvarne un’altra, ma ha sostenuto che il “plagio”, così come veniva inteso allora ed è inteso oggi dai sostenitori di certi disegni di legge, è un reato immaginario, un escamotage per proscrivere idee impopolari o sgradite. Non potendo per ovvie ragioni costituzionali attaccare le idee, si afferma che certe idee sono così strane che possono raccogliere aderenti solo grazie al “plagio”, alla “manipolazione mentale” o al “lavaggio del cervello”, e si dice che sono queste tecniche – non le idee – che si vogliono incriminare. La Corte Costituzionale aveva bene inteso nel 1981 che si trattava, appunto, di un modo di incriminare le idee. Le sue argomentazioni rimangono perfettamente valide oggi, e dovrebbero indurre chiunque abbia a cuore la libertà a schierarsi contro qualunque tentativo di reintrodurre il plagio, comunque mascherato, nella nostra legislazione. I gravi crimini di cui alcune cosiddette “sette” si rendono responsabili sul piano della violenza fisica e sessuale e degli abusi economici non possono e non devono essere assolutamente negati. Chi pensasse che io voglia negarli rappresenterebbe la mia posizione in modo caricaturale. Ma sono contrario al DDL perché penso che questi crimini gravi e reali possano essere e di fatto siano meglio colpiti dalla legislazione comune, senza bisogno di creare nuove leggi speciali che rischiano di creare a loro volta nuovi pericoli.

La via della liberazione monetaria: la balla del ritorno alla lira


La via della liberazione monetaria: la balla del ritorno alla lira


La via della liberazione monetaria: la balla del ritorno alla lira
Ho cominciato ad interessarmi del cosiddetto “signoraggio” fin da almeno il 2005.Nel corso degli anni ho però capito che parlare di “signoraggio” è come parlare di massoneria, nel senso che “massoneria” in effetti indica tanti e tali fenomeni diversi, e perfino a volte opposti, che in pratica il termine non significa nulla, come nulla di preciso significa Signoraggio ma bensì una serie di idee e proposte perfino opposte fra loro.
Allora restiamo ai fatti: ci sono delle persone che possono avere CENTINAIA DI MILIARDI DI DOLLARI senza pagare interessi di alcun tipo.
Che esistano queste persone che dispongono di ENORMI SOMME senza alcun costo e SENZA AVERNE DIRITTO, non è fantascienza o cospirazionismo, E’ UN FATTO PROVATO DA UNA INCHIESTA DEL GOVERNO AMERICANO
Tu che leggi, poniti in questa ottica: che cosa faresti se domani la banca ti concedesse un prestito per esempio di 2 milioni di euro a TASSO ZERO e ZERO SPESE, per 10 anni? Già solo portandoli in Cina avresti un guadagno annuo del 10 percento minimo (probabilmente anche del 15%), ossia 300.000 euro all’anno senza fare nulla, ossia dopo 10 anni ti troveresti in tasca 3 milioni di euro tuoi, senza aver pagato o fatto nulla.
In quell’inchiesta di poche settimane fa, è stato accertato che alcune cosiddette “società di rating” hanno avuto CENTINAIA DI MILIARDI di Euro dalla Federal Reserve americana, a TASSO ZERO, e sena alcun ordine del governo americano.
Ti rendi conto che questi signori possono COMPERARE INTERI STATI?
L’Italia è uno di questi stati che questi criminali globali hanno prima FALSAMENTE INDEBITATO CON IL FALSO IN BILANCIO DELLA BANCA D’ITALIA, sanato nel 2006, e ora, queste società di rating, accusano l’Italia di non essere solvibile, di non poter pagare il proprio debito, e così vengono ulteriormente depresse e impoverite le risorse economiche.
A questi criminali globali che dispongono di queste enormi somme senza diritto, conviene prima mandare in bancarotta e deprimere l’ economia degli stati che vogliono asservire, perché se tutto si svaluta possono comperare per molti meno soldi
LE AZIENDE E LE CASE frutto del lavoro di generazioni. E si comperano pure i palazzi, le strade, le spiagge, gli acquedotti, tutti i servizi pubblici che con il recente referendum italiano abbiamo autorizzato alla privatizzazione (il contrario di quello raccontava la propaganda).
Per altro il sistema di Governo Italiano è stato creato proprio da loro antenati, che finanziarono manigoldi come Garibaldi, ed è per questo che gli attuali governo loro successori non dicono nulla su questi fatti, essi semplicemente ESEGUONO I LORO ORDINI.
E’ una guerra di un regime occulto contro le libertà umane.
E’ una sistematica violazione della costituzione e delle leggi internazionali.
Infatti questi manigoldi distruggono le famiglie, il diritto al lavoro, la salute, costringono alla poverta’, alla miseria, ALLA FAME, al terrore del governo. Sono tutti crimini CONTRO L’UMANITA’ per cui questi personaggi devono essere CONSEGNATI ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE.
Intanto pero’ occorre capire che al fine di mantenere il loro potere, i criminali globali creano una serie di movimenti politici fasulli e pagano dei personaggi che servono a creare confusione, e sopratutto a distruggere coloro che cercano di fare chiarezza.
Siamo in guerra contro un sistema mondiale che schiavizza i popoli, e credo che la prima cosa da fare sia di prepararci alla battaglia finale non con solo sogni, ma con una preparazione scientifica e un fondamento razionale assoluto.Un primo mito da sfatare è quello di TORNARE ALLA LIRA: e’ impossibile, e spiego perché.
I criminali globali infatti , dato che agiscono in lungo anticipo con piani attentamente studiati, avevano già pensato a questa evenienza del ritorno alla lira e hanno fatto scrivere ai governo che questo NON POSSA SUCCEDERE, facendolo scrivere nel 2005 nel trattato di Lisbona entrato in vigore nel 2009
Se prima del 2009 c’era qualche margine di possibilità, con il Trattato di Lisbona non è permessa altra moneta che l’Euro, ne è possibile la nazionalizzazione della banca d’Italia, che fa parte del sistema (è proprietà controllata) della BCE.
E’ stato proprio Draghi (prossimo governatore della Banca Europea) che nel 2006 ha trasformato il debito pubblico italiano da ILLEGALE a LEGALE, cambiando lo statuto della Banca d’Italia: mentre il precedente statuto VIETAVA la proprietà privata della Banca d’Italia (anche se di fatto le sue quote erano in mano private da molti anni) con il nuovo statuto voluto da Draghi si è legalizzato il crimine precedente.
La sanatoria dei falsi in bilancio ha sanato il falso in bilancio della banca d’Italia , ossia LA NULLITA’ DEL DEBITO PUBBLICO!
Avevo già denunciato in televisione che il DEBITO PUBBLICO ERA FALSO.
Ma ora hanno regolarizzato tutto, e tu italiano TE LO DEVI PAGARE
Infatti sulla possibilità di usare una moneta diversa dall’Euro l’ Articolo 3 (ex articolo 2 del TUE) testualmente dice
“4. L’Unione istituisce un’unione economica e monetaria la cui moneta è l’euro.”
Questo vuol dire che se si usa una moneta diversa dall’euro non si può partecipare alla unione economica, ossia si deve USCIRE DALL'EUROPA.
Sulla questione della privatizzazione della banca d’Italia, l’articolo 130 (ex articolo 108 del TCE) dice:
“Nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo
statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea né una banca centrale nazionale né un
membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni,
dagli organi o dagli organismi dell’Unione, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro
organismo. Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’Unione nonché i governi degli Stati
membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli
organi decisionali della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali nell’assolvimento
dei loro compiti.”
Quindi :
- non è possibile avere una moneta diversa dall’euro
- la banca d’Italia, oggi sotto stretto controllo della BCE, non può essere rinazionalizzata né si può indurre la BCE a cambiare idea.
Se andate a guardare i meccanismi di nomina dei governatori vedrete che sono completamente fuori dal controllo democratico, ed in pratica sono decisi dai banchieri non eletti e con gli stati in totale servitù.
Tutti gli stati europei UE sono invischiati in questo regime giuridico che non permette di uscirne se non a costo di venire impiccati economicamente, cioè comperati con la moneta falsa, con quei centinaia di miliardi dati gratis a poche mani.
Per esempio non si sa nulla di quanti Euro la BCE crei e a chi li dia. Quando dicono che la BCE sta comperando i titoli dell’Italia, stanno dicendo che la BCE mette al computer il proprio possesso senza sborsare un grammo di oro, o petrolio, o qualunque altra cosa di prezioso: SONO SOLO NUMERI AL COMPUTER.
Per altro il trattato di Lisbona impedisce il risarcimento del danno da loro provocato, perché è scritto che gli stati non possono più fare causa internazionale all’Unione!
Quindi Io credo che per uscire da questo sistema strozzino ci sia solo una soluzione: tornare ad una giurisdizione precedente.
Intendo dire che occorre trovare una giurisdizione legittima che non abbia firmato il trattato di Lisbona e che possa agire come scardinatore del sistema.
Ci vuole un governo sovrano, giuridicamente legittimo, che possa fare da referente ai popoli che vorranno liberarsi.
Naturalmente un “governo” non si compra al mercato, loro possono farlo, ma noi popolo dobbiamo COSTRUIRLO, oppure RECUPERARLO dal passato. E’ come prendere in gestione una azienda che da molti decenni non fa più alcun fatturato, ma allo stesso tempo non è mai stata chiusa definitivamente.
Nel corso di anni di studi ho verificato che:
- il Regno Lombardo-Veneto nel 1866 è stato legalmente invaso in violazione del diritto internazionale, QUINDI GIURIDICAMENTE ESISTE ANCORA E’ PUO’ ESSERE RIATTIVATO.
- la repubblica italiana non esiste giuridicamente in quanto il referendum del 1946 non si è mai concluso, e la negazione del voto di Istria, Dalmazia, e circa 3 milioni di persone lo rendono GIURIDICAMENTE NULLO INESISTENTE.
Già nel 1999 avevo fondato l’autoGoverno del Popolo Veneto, ente di autogoverno basato sulle leggi art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977, ma nel 2006 verificata la nullità dell’annessione del 1866 abbiamo assunto anche la sovranità legale del Regno lombardo-Veneto.
Per il diritto internazionale noi siamo uno stato sovrano occupato, e le carte della UE non le abbiamo firmate.
Gli altri popoli possono rivolgersi al Governo del Lombardo-Veneto come ad una promessa di libertà, come Renzo e Lucia che andando nella terrà di San Marco andavano nella “terrà della libertà”.
Questa è l’unica via che sia razionale e fattiva.
E’ evidente infatti che proporre il ripristino della lira o la nazionalizzazione della Banca d’Italia dal punto di vista giuridico e razionale non ha fondamento.
Coloro che parlano di RITORNARE ALLA LIRA, non sanno di cosa parlano o stanno dicendo di fare una cosa IMPOSSIBILE, che può solo essere utile ai criminali globali per distrarre il popolo per qualche anno.
Anche coloro che propongono di fare UN NUOVO STATO VENETO, che lo capiscano o meno, stanno facendo una cosa utile per i criminali globali, perché giuridicamente QUESTO E’ IMPOSSIBILE, può solo servire a distrarre il popolo per qualche anno.
A coloro che sono interessati a tornare sovrani della moneta, offriamo il nostro sostegno legale, l nostra scuola di formazione, e la nostra legittimità e sovranità giuridica internazionale, per intraprendere la ricostruzione di una sovranità monetaria in mano ai popoli.
Non è comunque da escludere che , verificando caso per caso, si possano trovare altre “giurisdizione” illegittimamente accorpate all’Italia nel 1861, secondo il diritto internazionale.
Spero di aver dato forti elementi di riflessione a chi ancora pensasse all’Italia Unita come ad un valore. Spero che riflettendo meglio sui motivi per cui fu voluta dai banchieri, e sui termini di schiavitù economica che questo ha comportato, decida di tornare libero tornando alla propria vera identità storica, che è stata cancellata per renderlo schiavo

2/2 I MICROCHIP RFID SOTTOCUTE SONO LA FINE DELL´ESSERE UMANO QUALE LO CONOSCIAMO.



2/2 I MICROCHIP RFID SOTTOCUTE SONO LA FINE DELL´ESSERE UMANO QUALE LO CONOSCIAMO. 


Carla Villa Maji


Perché il Vaticano continua a tacere sul problema rfid? Bisogna affiancare tale silenzio all'invito a ritornare ai confessionali, una pratica inventata dall'Inquisizione? Soprattutto, è il Papa libero di esprimersi o è ricattato? Questa domanda mi sorse anche quando scrissi del rapporto vacillante e in parte accondiscendente degli ultimi Papi con il darwinismo e con una serie di altre teorie spacciate come scientifiche ma in verità ben poco fondate... Del resto noi sappiamo che il Papa ha dovuto vestire i panni della Luftwaffe durante il nazismo, ha dovuto certo perché evidentemente non aveva la vocazione al martirio, e se anche oggi si trovasse nella condizione di non potere e sapere dire di no? E a chi?
E il resto della stampa cristiana? In Assisi si è svolta ieri la marcia della pace, si sono posti il problema questi pacifisti? La pace la vogliono con o senza microchip? Nelle edizioni che verranno della manifestazione hanno idea di sfilare con o senza impianto rfid? Come la vogliono questa pace, come pecore belanti? Sfileranno anche per farsi inserire l'ago che inietterà loro quell'impiantino sottocute con il quale diventeranno fidi cittadini del nuovo ordine mondiale auspicato dagli ultimi due Papi grandi fautori tra l'altro dell'aperura della Chiesa ai media elettronici? Non si capisce. Questa retorica, che da un po' di tempo assorda la cittadina umbra, che io amo e che da quindici anni considero dopo Cagliari e Milano la mia terza città ma che sta diventando un simbolo totalmente svuotato dei propri oggetti interni - vi rimando a qualche mio articolo precedente in "La Voce di Carla Villa Maji" sezione qui sul Positano News tra quelle segnalate sotto il titolo "cultura" - è drammatica per chi vive seriamente l'impegno francescano. L'organo stampa dei Frati Conventuali di Assisi, sul web "sanfrancescopatronod'italia", ieri trasmetteva un video e pubblicava un articolo sulla marcia assolutamente privi di riferimenti al fatto che la pace e la non violenza significano anche resistenza passiva e non cooperazione, altroché scampagnate in Assisi e visitina alla tomba del Santo e poi tutti a casa come prima e peggio di prima, altroché servizio civile perché in fondo è un po' più comodo di quello militare, si mangia si dorme e si fa la doccia a casa di mamma, a parte qualche raro idealista nessuno si fa trasferire in Afghanistan, glielo hanno spiegato bene i Frati e i Padri a questi ragazzi cosa significa non violenza, e la violenza non è solo fisica, cosa significano resistenza passiva e non cooperazione? Glielo hanno spiegato che si può morire peggio che in una guerra?
E cosa dobbiamo aspettarci da un convegno inter-religioso con Papa Benedetto XVI e i capi delle religioni mondiali quale si attende nella cittadina umbra a fine ottobre, giusto appena prima del mio compleanno, proprio la ciliegina sulla torta che mi mancava tanto, se le premesse sono queste? Fumo, oppio...per lo più maschi con lunghe gonnelle, adoratori di un dio non si capisce più se trino uno multiverso o come lo si debba chiamare, la gente era confusa prima figuriamoci adesso, un dio al di fuori di ogni logica primariamente padre e non madre, quasi solo maschi tutti in fila con paramenti ridondanti e variamente colorati...ma perdonatemi, l'oppio non usa più...onde elettromagnetiche, fra poco anche la Messa la si vedrà così con il computer che interagisce con il vostro impiantino interno, magari, considerata la crisi di vocazioni si potrà ricorrere a qualche surrogato virtuale...lo Spirito di Assisi è lo Spirito di Verità? Direi di no, questo l'avevo già scritto altrove, superficialmente potrebbe rassomigliarGli, ma è un inganno, infatti non vi sta avvertendo mentre lo Spirito di Verità avverte sempre in tempo quando il male è in agguato...
I modi con i quali si stanno rendendo il microchip sottocute e altri impianti elettronici nel cervello umano allettanti...
Il microchip sottocute è già stato testato, viene ormai inserito nei contratti di alcune categorie professionali e non c'è alcuna legge che lo vieti. Anni fa avevo svolto una indagine chiedendo agli intervistati se avrebbero accettato l'imposizione del microchip per motivi di lavoro e una delle risposte più frequenti era stata, ahimè, "dipende da quanto mi pagano". E' chiaro che le grandi sacche di disoccupazione e i continui attacchi che provengono dal mondo finanziario e industriale ai diritti dei lavoratori unitamente al fatto che tali diritti neanche esistono in fette ormai importanti del pianeta come la Cina rendono difficilissimo non sottostare a tale ricatto. Ma non solo. Si stanno costruendo una serie di congegni, dai computer alle automobili, che operano attraverso le onde celebrali umane e che pertanto possono aver bisogno di una interfaccia per ora esterna che in breve verrebbe proposta e imposta con impianto interno per ragioni presentate come di comodità prima e di efficienza e sicurezza poi. Questo vale anche per ciò che riguarda quei dati che riguardano le nostre carte di debito e credito, che verrebbero inseriti nel microchip sottocute, con la totale contestuale eliminazione del denaro contante. Gli impianti nel cervello verrebbero proposti e imposti non solo per interagire con le macchine ma anche per migliorare le prestazioni mentali e fisiche, in ciò facendo leva sullo spirito di competizione e sulla vanità umana, o magari si proporrebbe di fare la spesa con il microchip comprando tre e pagando due...convincente vero? I pubblicitari, fateci caso, sono molto abili nell'associare sempre più frequentemente la parola libertà a cose che sono perfino il contrario di essa o a cose che producono piccole libertà che non sono la libertà in senso proprio.
Per resistere a tutto questo bisogna avere ben presente non solo che il cervello umano è tuttora inesplorato e che è molto più sofisticato delle macchine, anche se in certe cose sembra più lento esso deve essere considerato come un organismo la cui violazione da parte di altri sistemi porterà inevitabilmente a un depauperamento complessivo in particolare delle facoltà superiori, ma anche che l'invasività della tecnologia produce schiavitù.
Il rapporto corpo macchina alla luce della filosofia semiotica e della conoscenza spiritualista.
Coloro che, con un percorso differente secondo le proprie attitudini, hanno realizzato l'essenza spirituale della Realtà, sanno quanto sia imprescindibile la relazione tra il corpo grossolano quello mentale e quello astrale, ovvero come il primo altro non sia che una risultante a livello macrostrutturale correlata a processi e relazioni semiotiche più sottili e articolate, e quanto sia indispensabile e insostituibile nell'evoluzione umana il rispetto di alcuni valori quali la dignità e la libertà e cioè quanto sia illusoria e foriera di dolore e distruzione la proposta di qualsiasi progresso fondata sulla loro cancellazione.

Più studio il problema del microchip e delle strategie di controllo mentale di massa che già lo precedono più mi chiedo se il nemico non sia la stessa tecnologia con i propri modelli e le proprie necessità che impone all'immaginario della gente e ciò indipendentemente dai disegni di specifici gruppi di potere, certo chi è veramente cristiano o consapevole della propria origine spirituale non permetterà mai che il microchip gli venga impiantato, in un articolo di qualche mese fa avevo scritto che avrebbero dovuto passare sul mio cadavere per impormelo, ma forse è proprio per questo che i cristiani e le persone spiritualmente consapevoli sembrano destinate a sparire prima della fine di questa era, subendo le persecuzioni di diversa natura che già vediamo intorno, il silenzio di quella che oggi riserva a sé medesima il nome di Chiesa Cattolica ha quindi varie spiegazioni che possono andare dal collaborazionismo all'impulso verso la sopravvivenza a qualsiasi costo... un film già visto, mi pare...

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1/2 I MICROCHIP RFID SOTTOCUTE SONO LA FINE DELL´ESSERE UMANO QUALE LO CONOSCIAMO.

I MICROCHIP RFID SOTTOCUTE SONO LA FINE DELL´ESSERE UMANO QUALE LO CONOSCIAMO. 



Carla Villa Maji



I MICROCHIP RFID SOTTOCUTE SONO LA FINE DELL'ESSERE UMANO QUALE LO CONOSCIAMO, di Carla Villa Maji
Potrebbe essere presto introdotto anche in Europa il microchip rfid sottocute reso definitivamente obbligatorio quest'estate dal Congresso americano e dal governo di Obama per i cittadini statunitensi. L'assordante silenzio dei media, del nostro governo e della Chiesa, ieri gli organizzatori della marcia della pace di Assisi e Papa Benedetto XVI ormai alla vigilia del raduno inter-religioso del 27 ottobre non ci hanno spiegato se il microchip fa parte della loro opzione pacifista o no e cioè di quale pace parlano quando ne parlano.

Potrebbe essere presto introdotto anche in Europa il microchip rfid sottocute reso obbligatorio dal Congresso americano e dal governo di Obama per i cittadini americani. Vi ricordate come dopo l'11 di settembre 2001, strage sulla quale il governo americano non ha dato ancora molti chiarimenti perché evidentemente è già tutto molto chiaro, sono state velocemente introdotte norme sospensive di diritti costituzionali e di come subito sia stato introdotto il passaporto biometrico per tutti i cittadini americani e poi NEL GIRO DI POCHI MESI per i cittadini europei stessi? Del resto, questi Americani anche con Obama ci chiedono sempre un certo appoggio nelle loro iniziative...Dobbiamo attenderci l'ennesima strage o epidemia anche nel vecchio continente che ci convinca definitivamente e in fretta, oltreché a non fare politiche energetiche che non garbino agli Usa, che il microchip serve alla "nostra" sicurezza? Urge una campagna di informazione per la libertà e la dignità e l'inviolabilità umana. E' bene che tutte le organizzazioni umanitarie si uniscano e raccolgano le firme e chiedano una legge che vieti in Europa e nel mondo questo scempio!
Personalmente già sapevo da anni che il programma di assistenza sanitaria americano nascondeva un programma di schedatura e controllo della popolazione, infatti io non avrei mai votato chi lo proponeva. Non spetta a me del resto ricordare quali gruppi di potere hanno finanziato la campagna elettorale del Presidente Obama, beniamino anche della nostra sinistra, potete trovare questi dati sul web, in verità il microchip è l'ultimo anello di un piano per il controllo mentale della popolazione attraverso le onde elettromagnetiche ormai in atto da decenni, non solo con appositi programmi studiati dai servizi segreti ma anche attraverso i sempre più sofisticati oggetti della vita quotidiana... Non cerchiamo la falsa libertà, le piccole libertà che ci vengono dalle cose così come vengono proposte dalla pubblicità, perché diventeremmo schiavi per esse.
I dettagli del programma di assistenza sanitaria statunitense.
Il progetto per la salute HR 3200 che rende obbligatorio l'impianto rfid per tutti cittadini americani è stato in via definitiva adottato dal Congresso e a pagina 1001 prescrive la necessità di essere identificati con tale congegno per tutti coloro che usufruiscono del sistema sanitario nazionale. Tale provvedimento era già previsto nel 2004, come si può leggere in un documento del 10 Dicembre 2004 della Food and Drug Administration, "Class II, Special Guidance Document: Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient Identification and Health Identificatio". Transponder è una parola sintesi tra transmitter e responder. "The America's affordable Health Choices Act" del 2009 prevede una scheda personale per ciascuno che abbia subito l'impianto del microchip. A pagina 1006 del progetto approvato in via definitiva dal Congresso si legge che dall'entrata in vigore dell'atto, nel 2013, tutti gli assistiti dovranno sottoporsi all'impianto del microchip entro i 36 mesi successivi. Gli Americani non hanno molto tempo ma neanche noi! Ripeto, ricordiamoci con quale rapidità il passaporto con i dati biometrici sia stato introdotto negli USA e di seguito in Europa, salvo per chi non avesse il nuovo passaporto sottoporsi alla presa dell'impronta digitale e della foto dell'iride alla frontiera in aeroporto, cosa faranno ora? Ci metteranno il microchip appena scesi dalla scaletta dell'aereo? Certo che no! Ci chiederanno di microchipparci tutti anche da questa sponda dell'oceano! Ve li ricordate i nostri politici a farsi vedere nel dare l'impronta e a dire che andava tutto bene, che non c'era nulla da nascondere, come se il problema fosse quello! Chi non ha avuto motivi per recarsi negli USA finora e che ha ancora un passaporto a lettura ottica, al prossimo rinnovo del documento dovrà accettare di essere schedato e trattato dallo Stato come un potenziale delinquente, allo stesso modo chi si è stufato di andare a votare in Italia con leggi elettorali incostituzionali e truffaldine potendo non andarci non ci è andato più, io sono uno di quei cittadini che ormai da dieci anni vanno a votare solo per i referendum, ma è libertà questa? Direi di no, direi che il trucco dei nuovi e rinverditi padroni delle ferriere supportati da burocrazie che stanno rodendo il potere dei rappresentanti dei cittadini e sostituendosi a essi, è questo, togliere ai cittadini tutti i giorni qualche cosa di importante, un pezzo di dignità, di libertà, minimizzando...stanno mettendo il microchip alla gente, perché hanno capito che la gente vuole cambiare il sistema, che è stufa di essere condizionata sfruttata e avvelenata e mandata a fare la guerra da un ristretto gruppo di famiglie multimiliardarie che considerano il pianeta e chi ci abita come cosa loro, l'Umano con l'impianto di microchip è un oggetto, e allora, se non si è più che attenti e vigili, se non si lotta contro lo sfinimento psicofisico, la tentazione è quella di raccontare a sé medesimi che va bene anche così, che in fondo le cose vanno come devono andare...
Dettagli essenziali sul microchip
Rfiid significa "radio frequency identifier", quelli da impiantare sottocute sono piccoli e di non difficile installazione, praticamente impossibili e comunque molto dolorosi da togliere, qualora resi obbligatori vi ritrovereste inermi e immediatamente individuati e arrestati se cercaste di liberarvene, costituiscono un mezzo con il quale sarete completamente privati della vostra privacy e alla mercé di qualsiasi forma di controllo e manipolazione mentale attraverso le onde, il vostro pensiero stesso, le vostre stesse emozioni saranno sotto controllo e manipolabili, così anche le ghiandole del vostro corpo, il che significa che chi avrà accesso al computer centrale potrà influire anche sulla vostra salute cominciando dalla fertilità. Ricordatevi che non avrete modo di difendervi. Questa bestialità chiamata rfid sarà la fine dell'essere umano come lo conosciamo, sarà la fine di ogni libertà, non sarà più possibile resistere ai soprusi di chi ha perso o non ha mai avuto la legittimità democratica per sedere sugli scranni del potere, è urgente che la gente si renda conto della situazione e che chieda e promuova una legge che proibisca la produzione e l'uso dei microchip e degli impianti elettronici destinati agli Umani, limitandoli ai soli casi in cui servano a guarire o curare da specifiche patologie come già accade.
L'assordante silenzio dei media e dei Ministeri della Sanità. E il Papa? E la stampa così detta cristiana? Assisi tra marce della Pace e raduno inter-religioso.
Avete visto una qualsivoglia trasmissione informativa in Italia su di un problema di tanta gravità e imminenza o avete letto qualche articolo dettagliato sui principali quotidiani? I vari presentatori e giornalisti alla moda, strapagati insieme agli ospiti più o meno fissi dei loro ripetitivi e narcotizzanti salottini di fronte ai quali il popolo italiano, vuoi perché pigro vuoi perché esausto, prende sonno alla sera, sedicenti professionisti strapagati grazie a un sistema che coinvoglia il reddito prodotto dalla società nelle loro tasche attraverso il sistema pubblicitario e alla faccia di tutti i cittadini e le cittadine che svolgono qualche onesto lavoro effettivamente utile alla società e non al medesimo sistema di potere vigente, dal quale tali presentatori e giornalisti sono lussuosamente mantenuti, che con il liberismo ha ben poco a che fare e con la libertà ancora meno e che ormai non è neanche poi così occulto, vi stanno informando?
E che dire dei Ministeri della Sanità? Essi continuano a proporre una cultura fondata sulla fretta la farmacologia l'ospedalizzazione...del resto sappiamo che storicamente il medico è sempre stato alleato del sovrano e del prete nell'imposizione del potere attraverso l'azione sul corpo del suddito, in alcuni paesi non ci sarebbe più la tortura, ci sono altri sistemi però e se ne trovano di sempre nuovi... E' vero che Don Verzè progettava l'uso dell'rfid per gli assistiti del San Raffaele? Nel caso ciò rispondesse al vero, diventerebbero più chiare alcune questioni.

www.positanonews.it  C. Villa

DIFENDERCI DAL SATANISMO e dalle SETTE


DIFENDERCI DAL SATANISMO e dalle SETTE

pubblicata da Michel Upmann il giorno lunedì 3 ottobre 2011 alle ore 8.34
DIFENDERCI DAL SATANISMO e dalle SETTE
LEGISLAZIONE

I reati piu' comuni associati al satanismo sono: violenza carnale, maltrattamenti, tortura e uccisione di animali e/o di persone, profanazione di chiese, necrofilia, uso di stupefacenti, vilipendio di tombe. L'abolizione del reato di plagio, nel 1981, da parte della Corte Costituzionale non ha favorito l'individuazione e la repressione dei gruppi satanici che perseguono, al pari di altre sette distruttive, il reclutamento e le tecniche di lavaggio del cervello. In Italia, quindi, siamo di fronte a un grave vuoto legislativo. La stessa Consulta aveva invitato il legislatore a riformulare il delitto di plagio, ma nessuno, in oltre 20 anni, l’ha fatto. Un mezzo sanzionatorio efficace potrebbe essere una riedizione dello stesso reato, basata sul condizionamento mentale all'interno delle sette, che non sarebbe piu’ una formula generica e restringerebbe il campo d'azione. In ogni caso la lotta verso gli atteggiamenti e i reati esposti, deve confrontarsi non solo con la tutela costituzionale prevista dagli articoli 18 (liberta’ di associazione) e 19 (liberta’ di culto), ma anche con il secondo comma dello stesso articolo 18, che vieta le associazioni segrete.
Legislazione:

1) Il Disegno di Legge 800 (primo firmatario sen. Renato Meduri) dice:

1. Chiunque, mediante violenza, minacce, suggestioni o con qualunque altro mezzo, condizionando e coartando la formazione dell'altrui volonta', pone taluno in uno stato di soggezione tale da escludere o limitare la liberta' di agire, la capacita' di autodeterminazione e quella di sottrarsi alle imposizioni altrui, e' punito con la reclusione da 6 a 12 anni.

2. Costituisce aggravante se tramite i mezzi indicati al comma 1, la vittima e' indotta a compiere atti lesivi o pericolosi per la propria o per l'altrui integrita' fisica o psichica.

3. Se i fatti previsti nei commi 1 e 2 sono commessi in danno di persona minore di anni diciotto, la pena non puo' essere inferiore a 10 anni di reclusione.

2) La proposta di legge 3770 (11/03/03), recante misure contro i movimenti sedicenti religiosi, esoterici o magici ed i seguaci del culto di Satana (che vede come primo firmatario il deputato Roberto Alboni), e' la piu’ recente e si prefigge una tutela contro i reati commessi in ambito esoterico-satanista, introducendo la nuova figura di reato di abuso di rituale esoterico-satanico e dichiarando di voler comparare le sette sataniche alle associazioni segrete.

CLASSIFICAZIONE DEI GRUPPI, 4 TIPOLOGIE

Luciferismo: satanismo di orientamento manicheo. Venera Lucifero, ma non lo considera il principio del male, bensi' il ribelle contro Dio creatore, complementare a Dio

Satanismo acido: gruppi satanici composti prevalentemente da giovani che prediligono le azioni violente, l'uso di droga, le orge sessuali . Non possono essere definiti strutturati e organizzati.
A questi gruppi si ricollegano attivita' di profanazione e rituali sacrificali ; sono fortemente osteggiati dagli altri satanisti, piu’ razionali, sebbene siano spesso riscontrati degli appartenenti ai gruppi chiusi che entrano nei gruppi giovanili, per osservare, manovrare, ordinare e sostenerli anche finanziariamente.
Tra i rappresentanti piu’ significativi vi e' il famoso gruppo The Family di Charles Manson. L'affiliazione e' semplice: spazi giovanili in cui il consumo della droga o un certo tipo di ribellione verso le regole sociali fomentano una cultura che segue l'onda di complessi musicali - attualmente trash-metal - libri o film che veicolano, istruiscono e spingono all'imitazione della ritualita'.
La noia, la curiosita', il gusto della trasgressione o del proibito, la solitudine e, soprattutto, l'ignoranza sono alla base della loro costituzione.
Attualmente Internet rappresenta lo strumento privilegiato per stabilire dei contatti ed eseguire rituali tra i piu’ diversificati; precedentemente i satanisti usavano il passa parola e gli annunci pseudo-anonimi sui giornali di inserzioni gratuite. L'ordine gerarchico e' formale; i ruoli riguardano la suddivisione del lavoro, la pubblicazione del materiale e le pubbliche relazioni; esiste un capo e dei collaboratori attivi, come il moderatore della mailing list, traduttori ed anche responsabili regionali, con l'incarico di contattare personalmente gli interessati del proprio territorio. Pero' il reclutamento vero e proprio non e' accettato: non sarebbe coerente con gli scopi del gruppo; e' importante che siano gli esterni ad avvicinarsi, osservare ed accettare, seguire, collaborare - Satanismo occultista o tradizionalista: si accettano gli assunti di base della Bibbia, ma ci si schiera dall'altra parte. Nasce in occidente in eta' post-medioevale. Tra i rappresentanti contemporanei si ricorda il Tempio di Set, fondato nel 1975 a San Francisco da Michael Aquino. Il satanismo occultista agisce su invito, secondo una prudente selezione di persone e interessi. E' caratterizzato da un culto organizzato, da parte di gruppi strutturati o gerarchici - Satanismo razionalista: Satana e' il simbolo di una visione del mondo anticristiana, ed edonista. Il fondatore di tale filosofia satanica e' Anton Szandon LaVey, che ha subito anch’egli frammentazioni o scismi.

STRUTTURA DEL SATANISMO

Il satanismo e' una struttura quasi gerarchizzata in cui sono riscontrabili varie figure. Innanzitutto il sedicente sacerdote, che ha un indubbio ruolo propositivo e guida i cosiddetti fedeli o adepti. E' un personaggio a volte controverso che, oltre la conduzione spirituale, diviene punto di riferimento per i partecipanti. Il 'sacerdote' presiede quella che viene definita messa nera. La celebrazione della messa e' prevalentemente caratterizzata da riti orgiastici e da atteggiamenti, discorsi ed espressioni sacrileghe che hanno l'evidente obiettivo di ridicolizzare la messa cattolica, infierendo sulle figure centrali del culto cristiano: Gesu' Cristo, la Madonna ecc.
Ogni gruppo svolge rituali a modo suo o mette in atto cerimoniali particolari basandosi su testi ad hoc, di comune consultazione. Questa e' una costante del variopinto universo satanico, dove rivalita', concorrenza, prepotenza, individualismo, arroganza, mitomania, megalomania e ignoranza giocano un ruolo importante.
Il satanista conosce poco o nulla i testi sacri in cui si parla di Satana; non conosce neppure il vero significato del numero 666 (tale cifra fa riferimento all'8° imperatore, Domiziano, che perseguitava i cristiani; al 666 si arriva sommando tutti i numeri da 1 a 8 (1 + 2 + 3 etc.), il cui risultato e' 36, e poi sommando tutti i numeri da 1 a 36: cosi’ si ottiene 666; l’autore dell'Apocalisse utilizzo' questo sistema per non svelare esplicitamente Domiziano e non rischiare la vita).
Esiste quasi sempre una guida, raramente sono due; gli adepti ci sono in ogni caso. La parola adepto deriva dal latino adibisci, che vuol dire ottenere. Il loro traguardo e' raggiungere e far raggiungere il potere, ma diventa una tragica disillusione. La relazione che si stabilisce tra guida e adepti e' una dipendenza psicologica, economica e, molto spesso, sessuale: ha origine nella segretezza, nell'obbedienza, nella sudditanza e nell'intimidazione; quest'ultima, quando degenera, si trasforma in ricatto e minaccia. In sostanza nel satanismo le matrici piu’ comuni e collaudate da tutti i gruppi sono:
1) azioni criminose commesse, anche solo apparentemente, in nome di Satana;
2) tipologia occultista che crede nelle stesse tesi dei cristiani, rivisitandole in chiave blasfema;
3) insegnare ad odiare la vita con umiliazioni dolorose e sconce, che suscitano l’odio, che diventa odio contro la vita stessa; tant'e’ vero che il suicidio e’ spesso suggerito, praticato, mascherato da incidente: la persona diventa una pseudo-personalita’ con le emozioni piu’ negative dell'uomo, compresa la svalutazione della vita altrui. L'unica divinita' e' l'uomo, e Satana e' il simbolo da onorare perche’ concederebbe all'uomo un dominio sugli altri e darebbe quelle soddisfazioni terrene cui l'uomo aspira, in contraddizione col fatto che l'atto piu’ irriverente a Dio ed alla morale umana e’ il togliersi la vita. Cio’ dimostra che la vittima e’ uno strumento contro Dio, anziche’ una persona da soddisfare.
Il satanismo e', per ammissione degli stessi satanisti, egoismo, odio, individualismo, guerra a tutto cio' che ostacola il raggiungimento del piacere e gusto a fare del male agli altri, non solo uccidendoli, ma facendoli soffrire. L'iniziazione, invece, e’ un'azione umiliante che scardina la personalita’, sostituita dal dolore fisico e psicologico, che si trasforma in disprezzo della vita, di se’ e degli altri. Ecco perche' i satanisti arrivano a compiere azioni illegali: non hanno freni inibitori riguardo cio’ che e’ illecito.

lunedì 19 settembre 2011

PAPA PAOLO VI: LE CONCLUSIONI

PAPA PAOLO VI: LE CONCLUSIONI

di Michel Upmann

Il fatto che Don Villa nel corso di questi anni ha detto e documentato la "Verità" su Paolo VI, non è stato, certo, per calpestarne la memoria, già al giudizio della Storia, ma è un diritto di mettere in chiaro quello che Lo riguarda come uomo, come cristiano, come Sacerdote, come Vescovo, come Papa, perchè il tacerne, l'occultarne o negarne la discussione sarebbe un'offesa alla "Verità", oltre che al Diritto canonico e a quello civile.
Comunque, il metodo di studio critico non vieta affatto il dibattito aperto e libero per mettere in luce anche tensioni, gli scontri, le deviazioni dogmatiche e normative che si sono avute nel vaticano II.
Quindi, Don Villa come il sottoscritto, ha contestato anche l'inspiegabile proposta di beatificazione di Papa Montini, non è certo il caso di uscire con insulti, nè di lanciare condanne quando la ragione direbbe, invece, di portare altri documenti che abbiano a provare un eventuale errore di giudizio di Don Villa che nell'arco di 50anni ne ha raccolti tutti in un senso.
Forse che chi serve la "Verità" manchi di Carità?...
Oggi, invece, i sovvertitori della Dottrina di Cristo, vengono non solo salutati, ma anche accolti in casa, in Chiesa, e vengono onorati e premiati con ruoli di prestigio, benchè avvelenatori di anime e contestatori d'ogni "Verità" che, nel passato, furonosempre credute.
Perciò, la posizione di Don Villa, è la posizione di moltissimi cattolici, una "Crociata", anche per il diritto di reclamare, il diritto di poter compiere il dovere di "alter Christus", di proclamare, appunto la "Verità".